Napoli è una città che vive senza dubbio nelle storie che la abitano: è un luogo in cui il mito, la Storia, la religione e la superstizione si intrecciano da secoli, ed è difficile capire dove finisca la realtà e dove inizi la leggenda. Con L’incantevole sirena. Napoli misteriosa, magica, feroce, Francesco Palmieri ci porta in un viaggio attraverso questo patrimonio di racconti, prendendo come guida Partenope, la sirena che più di ogni altra incarna l’anima della città. In questa recensione ti racconto cosa mi ha convinta di questo saggio, quali sono i suoi punti di forza e perché potrebbe essere una lettura imperdibile per gli amanti del folklore e della cultura napoletana.
Psss… se vuoi unirti al gruppo di lettura, sei lə benvenutə! Ad agosto leggiamo Miss Bee e il cadavere in biblioteca di Alessia Gazzola.
L’INCANTEVOLE SIRENA: LA MIA RECENSIONE E LE PRIME IMPRESSIONI
Ho scoperto L’incantevole sirena di Francesco Palmieri mentre una mia amica lo stava leggendo e me ne parlò con tale entusiasmo da convincermi ad aggiungerlo subito alla mia lista dei desideri. L’occasione per leggerlo è arrivata quando il mio gruppo di lettura in presenza lo ha scelto per il tema dedicato al folklore (a proposito, se anche tu sei di Salerno e vuoi leggere insieme a noi, aggiungiti qui, a luglio/agosto leggiamo – neanche a farlo apposta – Sirene di Emilia Hart!)
Avevo aspettative ben precise: speravo di trovare un saggio ricco di miti e leggende legati a Napoli, riferimenti storici e approfondimenti sulla cultura popolare partenopea. Fortunatamente non sono rimasta delusa. Fin dalle prime pagine ho trovato esattamente ciò che cercavo: un viaggio affascinante nella storia, nel folklore e nelle tradizioni che ha soddisfatto pienamente le mie aspettative.
DI COSA PARLA L’INCANTEVOLE SIRENA DI FRANCESCO PALMIERI?
L’incantevole sirena è un saggio sulla figura di Partenope e non solo, perché è un viaggio che ci porta nell’immaginario esoterico, storico e leggendario di Napoli. La sirena è il filo conduttore attraverso cui Francesco Palmieri esplora l’anima della città, e intreccia miti, tradizioni e vicende che ne hanno plasmato l’identità.
Il libro si sviluppa come una passeggiata letteraria e culturale: ogni capitolo prende spunto da un luogo, un personaggio o una leggenda per raccontare un tassello della storia e dell’immaginario partenopeo. L’obiettivo, oltre a narrare miti e curiosità, è quello di farci capire come queste storie abbiano avuto grande impatto nella costruzione del carattere e della memoria collettiva di Napoli.
Tra gli argomenti affrontati c’è il mito di Partenope, la sirena che secondo la tradizione diede origine alla città; le leggende più celebri, con protagonisti fantasmi, munacielli, janare, fate lavandaie e sedute spiritiche; il sottile confine tra sacro e profano, argomento interessantissimo perché religione, superstizione, magia e folklore convivono ancora oggi nei cittadini; i luoghi simbolo di Napoli, come i palazzi, le chiese, i sotterranei, gli ossari e i reliquiari; e infine figure storiche e leggendarie, tra cui Virgilio, il principe di Sansevero, Cagliostro, Totò e Caruso.

Palmieri dedica spazio anche al rapporto tra storia e leggenda, e ci racconta di come eventi realmente accaduti si intreccino con racconti popolari tramandati nei secoli. Il saggio è coinvolgente proprio grazie a questo dialogo continuo tra la realtà e l’immaginazione, che ci restituisce un ritratto di Napoli ricco di fascino e di mistero.
IL MITO DI PARTENOPE, LA SIRENA SIMBOLO DI NAPOLI
Tra tutte le leggende raccontate ne L’incantevole sirena, quella di Partenope è senza dubbio la più rappresentativa. Napoli è profondamente legata alla sua sirena e Palmieri le dedica uno spazio importante, ripercorrendone le origini e l’evoluzione nel corso dei secoli.
Non mette paura il richiamo di questa Sirena. Si può immaginarla intonare un brano neomelodico su un balcone ai Quartieri Spagnoli, mentre strizza i capelli lavati facendo a turno, per asciugarli, con una Ligea o Leucosi battezzate Luana o Patrizia, e il white noise del phon si sente dalla strada.
Il saggio parte dalle prime sirene della tradizione greca, molto diverse dall’immagine moderna. Erano creature con corpo d’uccello e volto di donna, il cui canto irresistibile attirava i marinai verso una morte certa. Compaiono nell’Odissea, in cui Omero racconta l’incontro tra Ulisse e le sirene: per ascoltarne il canto senza soccombere, l’eroe si fa legare all’albero della nave mentre i suoi compagni si tappano le orecchie con la cera (a proposito, hai visto la nuova edizione dell’opera edita da L’Ippocampo?).
Nel mito legato a Napoli, la protagonista è Partenope. Secondo la leggenda, dopo che Ulisse resistette al suo canto, la sirena si lasciò morire e il suo corpo fu trasportato dalle onde fino alle coste dove sarebbe poi sorta la città. Da lei deriva il nome dell’antico insediamento di Parthenope e, ancora oggi, la sirena resta uno dei simboli più potenti dell’identità partenopea.

Palmieri ci guida anche nella scoperta della trasformazione nel tempo della figura della sirena. A partire dal Medioevo, l’antica creatura metà donna e metà uccello lascia gradualmente spazio all’immagine, oggi più familiare, della donna con la coda di pesce. È un cambiamento che è stato pesantemente influenzato dai bestiari medievali, dalla tradizione cristiana e dall’incontro con leggende provenienti da culture diverse.
Il fascino del mito deriva anche da questa sua evoluzione. La sirena nel corso dei secoli è passata dall’essere un simbolo di pericolo e seduzione a rappresentare anche libertà, mistero, conoscenza e identità. È il perfetto esempio di come i miti riescano a trasformarsi nel tempo, senza interrompere il dialogo con le generazioni che li tramandano.
LE FONTI E IL LAVORO DI RICERCA DI FRANCESCO PALMIERI
Uno degli aspetti che ho apprezzato di più de L’incantevole sirena è l’enorme lavoro di ricerca svolto da Francesco Palmieri. Il saggio è corredato da una ricchissima bibliografia finale e, quasi in ogni pagina, compare un riferimento a un’opera: libri, film, canzoni, rappresentazioni artistiche e numerosi studi dedicati alla mitologia, al folklore e alla storia di Napoli.
L’autore attinge a un patrimonio culturale vastissimo, che comprende i testi della mitologia greca e latina, le cronache storiche, le opere letterarie e gli studi specialistici sul mondo partenopeo. Le citazioni sono frequenti e rendono la lettura ancora più ricca e autorevole. Sebbene non vengano sempre approfondite nel dettaglio e alcune siano riportate in dialetto napoletano, risultano comunque contestualizzate e funzionali al discorso.
Un altro punto di forza è la chiarezza con cui Palmieri utilizza le fonti. L’autore distingue con attenzione tra fatti storici, interpretazioni e tradizioni popolari, aiutandoci così a comprendere quali episodi siano documentati e quali appartengano invece alla sfera della leggenda.
Ho apprezzato molto anche la fruibilità del saggio. Sicuramente affronta argomenti enormi e complessi, tuttavia il linguaggio è accessibile anche a chi non possiede conoscenze pregresse sulla mitologia partenopea o sulla storia di Napoli. Ogni riferimento storico è spiegato con chiarezza, infatti credo che il libro sia un ottimo punto di partenza per chi desidera approfondire questi temi senza sentirsi sopraffatto.
QUALI TEMI AFFRONTA L’INCANTEVOLE SIRENA DI FRANCESCO PALMIERI?
Uno dei temi centrali de L’incantevole sirena è il ruolo del mito nella costruzione dell’identità di un popolo. Le leggende sono strumenti importantissimi attraverso cui una comunità tramanda valori, paure e speranze, e mantiene vivo il legame con il proprio passato. Per questo motivo è fondamentale preservare il patrimonio di miti, racconti e credenze popolari, in quanto significa anche custodire una parte indispensabile della memoria collettiva.
Sebbene il saggio sia profondamente radicato nella storia e nel folklore di Napoli, il messaggio che trasmette ha un valore universale. I miti appartengono a tutte le culture: cambiano forma, si adattano ai luoghi e alle epoche, ma continuano a rispondere allo stesso bisogno umano di spiegare il mondo, attribuire significato ai luoghi e tramandare un’identità condivisa.
Durante la lettura ci si rende conto di quanto sia sottile il confine tra storia e leggenda. Francesco Palmieri non stabilisce certo dove finisce la realtà e dove inizia la fantasia, però batte su quanto entrambe abbiano contribuito a plasmare l’immaginario napoletano, e ne abbiano influenzato la cultura e il modo in cui la città racconta se stessa.
Il mistero attraversa ogni capitolo del libro. Esoterismo, simboli, superstizioni e racconti popolari continuano ancora oggi a esercitare un forte potere di attrazione e diventano parte integrante del fascino di Napoli. In questo contesto, la figura di Partenope assume un significato che va ben oltre il mito: la sirena è il simbolo stesso della città, affascinante e inquieta, accogliente e sfuggente, seducente con la sua bellezza e custode, allo stesso tempo, dei suoi segreti e delle sue contraddizioni.
Attraverso Partenope e le tante storie raccontate nel saggio emerge una Napoli complessa e sfaccettata, in cui storia, folklore e immaginario collettivo coabitano e si alimentano a vicenda.
LO STILE DI SCRITTURA DI FRANCESCO PALMIERI
Pur non essendo perfettamente nelle mie corde, ho gradito lo stile di scrittura di Francesco Palmieri. Con esso rende accessibili argomenti complessi senza però scadere nel banale, e si colloca a metà tra un’impronta divulgativa e una narrativa.
La sua prosa è scorrevole e spesso assume il tono di un racconto, una conversazione tra amici. Questo tipo di approccio coinvolge e ci permette di immaginare con facilità le strade, i vicoli e i luoghi simbolo di Napoli. Le descrizioni sono vivide e sono l’elemento centrale dell’atmosfera suggestiva che diventa parte integrante dell’esperienza di lettura.
Iinoltre, l’alternanza degli argomenti mantiene alto il ritmo e fa sì che l’interesse non venga mai meno.
LE CURIOSITÀ PIÙ SORPRENDENTI RACCONTATE NE L’INCANTEVOLE SIRENA
Ci sono tantissime curiosità disseminate nel corso del saggio che mi hanno incuriosita. Certune in realtà mi hanno proprio sorpresa, come la misteriosa fauna che, secondo la tradizione, “abita” il Maschio Angioino, la tragica vicenda di Carlo Gesualdo, principe di Venosa, e di Maria d’Avalos, la leggenda della Dama Nera di Casamicciola o gli insoliti aneddoti legati agli anni napoletani di Giacomo Leopardi.

Sono solo alcuni degli episodi che Francesco Palmieri racchiude nella sua opera per farci assaporare il volto più enigmatico di Napoli. Tuttavia meritano di essere raccontati con calma, per cui preferisco non anticiparli tutti qui: saranno i protagonisti di un approfondimento dedicato, perché ciascuno di essi racconta un frammento affascinante della storia e del folklore partenopeo.
PUNTI DI FORZA E PUNTI DEBOLI DE L’INCANTEVOLE SIRENA
Tra i maggiori meriti de L’incantevole sirena c’è il suo mettere in comunicazione discipline diverse, dalla mitologia alla storia, al folklore e alla letteratura, senza risultare eccessivamente impegnativo. Il linguaggio semplice, chiaro e accessibile, fa sì che il saggio sia piacevole anche per chi, come me, non ha una conoscenza approfondita della mitologia partenopea.
Un altro aspetto che ho apprezzato è il suo riuscire a stimolare la mia curiosità. Più volte, durante la lettura, mi è venuta voglia di approfondire i temi trattati e di visitare i luoghi citati. Mi sono persino ritrovata a immaginare un itinerario tra i vicoli e i monumenti di Napoli per ripercorrere dal vivo le storie raccontate nel saggio, e penso proprio che lo creerò e ne farò un vlog durante i mesi più freschi.
Chiunque voglia conoscere una città ci deve camminare.
Un punto negativo probabilmente riguarda la struttura del libro. In alcuni punti il passaggio da un argomento all’altro non è proprio fluido e la suddivisione in capitoli può dare una leggera sensazione di frammentarietà. Non è un difetto che compromette la qualità della lettura, ma talvolta rende il percorso un po’ dispersivo.
A CHI CONSIGLIO L’INCANTEVOLE SIRENA DI FRANCESCO PALMIERI
Consiglio L’incantevole sirena a chi è affascinato dai miti antichi, dalle creature leggendarie e dal modo in cui queste storie si sono trasformate nel corso dei secoli. È una lettura ideale anche per chi desidera avvicinarsi alla storia, al folklore e alla cultura popolare senza affrontare un saggio dal taglio esclusivamente accademico.
Il libro rappresenta un ottimo punto di partenza per approfondire l’immaginario collettivo che ruota attorno a Napoli e alle sue leggende, ma saprà conquistare anche chi vuole scoprire una città diversa da quella raccontata dagli itinerari più turistici.
Se dovessi indicare un lettore ideale, penserei soprattutto a una persona curiosa. A chi ama scavare dietro i racconti popolari, scoprire collegamenti inattesi e lasciarsi sorprendere da quelle piccole storie che, spesso, continuano a vivere accanto alla Storia con la S maiuscola. È un saggio che invita il lettore a guardare Napoli con occhi nuovi.
VALE LA PENA DI LEGGERE L’INCANTEVOLE SIRENA?
Nel complesso mi sento di promuovere L’incantevole sirena. Non è una lettura da cinque stelle per me, però ho apprezzato il grande lavoro di ricerca di Francesco Palmieri, la sua capacità di rendere accessibili argomenti complessi e il modo in cui intreccia la storia con il mito e il folklore senza perdere il piacere del racconto.
In questo libro ogni vicolo, ogni leggenda e ogni personaggio raccontato diventano parte di un’identità costruita nei secoli. E se, come è successo a me, alla fine della lettura ti ritroverai con la voglia di approfondire quei miti o di passeggiare tra i luoghi citati, allora significa che il suo obiettivo sarà stato pienamente raggiunto.
Leggi anche: Fairy Legends: Un Tuffo nel Folklore Irlandese tra Fate e Leggende

Titolo: L’incantevole sirena
Autore: Francesco Palmieri
Editore: Giunti Editore, nella collana Scrittori Giunti
Lingua: Italiano
Pubblicato il: 4/09/2019
372 p., Rilegato
18€
Se ti è stato utile questo articolo, considera di supportarmi! Come?
- Condividi l’articolo e chiacchieriamo nei commenti;
- Supportami con un libro







Lascia un commento