Forconi e zombie: benvenuti nell’apocalisse italiana

Cosa succede quando l’apocalisse zombie abbandona le metropoli americane e si trasferisce nella campagna italiana? Country Zombie Apocalypse di Filippo Santaniello prova a rispondere proprio a questa domanda, ribaltando uno dei generi più sfruttati dell’horror contemporaneo. In questo romanzo ci troviamo in Umbria, circondati da casolari isolati, strade di provincia e la quotidianità rurale che diventa improvvisamente lo sfondo perfetto per un’invasione di “ritornanti”. Il risultato è un mix di horror comedy, splatter e ironia grottesca che gioca con i cliché del genere e li trasforma in qualcosa di profondamente diverso, più vicino alla provincia italiana che ai classici scenari post-apocalittici a cui siamo abituati. In questa recensione vedremo cosa funziona, cosa sorprende e perché questo libro riesce a distinguersi nel panorama degli zombie novel contemporanei.

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🧟‍♂️ COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE: UN’APOCALISSE ZOMBIE TUTTA ITALIANA

Filippo Santaniello, autore e sceneggiatore attivo dal 2014, ci offre, nel panorama horror italiano, Country Zombie Apocalypse, primo volume di una saga composta da sette libri, di cui l’ultimo pubblicato proprio quest’anno. Questa è stata la mia prima esperienza con i suoi lavori (ma ti dico già che ho letto anche il suo romanzo Roma De Profundis che recensirò a giorni), grazie a una copia ricevuta direttamente dall’autore, e devo dire che l’impatto è stato decisamente particolare.

Il romanzo prende uno dei filoni più sfruttati dell’intrattenimento horror, quello dell’apocalisse zombie, e lo ribalta completamente, spostando l’azione dagli scenari americani da blockbuster alle campagne umbre, precisamente in provincia di Terni. Infatti, l’ambientazione rurale italiana è proprio la prima cosa che salta all’occhio.

Zombie e campagna sembrano un connubio improbabile, eppure Santaniello riesce a renderlo sorprendentemente efficace. Country Zombie Apocalypse mantiene molti elementi classici del genere zombie, ma ha al tempo stesso una propria identità provinciale, folkloristica, ironica e atmosferica molto lontana dai modelli mainstream a cui siamo abituati.

Sicuramente, questa sua forte identità è uno degli aspetti che differenzia maggiormente il romanzo dagli altri horror zombie contemporanei.

🌾 TRAMA DI COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE: ZOMBIE, PROVINCIA E DARK HUMOR

La premessa di Country Zombie Apocalypse è tanto semplice quanto folle. La storia ci catapulta immediatamente nelle campagne umbre, nel casolare di Igino e Clotilde, nonni di Alessandro Crepascoli, conosciuto dai suoi clienti come Al Crepuscolo (ovviamente in omaggio a King!).

Al lavora come “eliminatore di zombie” insieme al nonno Igino, ottantenne alcolizzato dal carattere ruvido, mentre la nonna Clotilde gestisce il centralino di famiglia come se fosse la cosa più normale del mondo. La loro quotidianità assurda è uno degli elementi più divertenti del romanzo di Filippo Santaniello.

L’apocalisse zombie dilaga in seguito alla pandemia: il vaccino introdotto dalle nuove regole sanitarie provoca infatti la morte e la successiva rinascita sotto forma di “ritornanti”, termine utilizzato nel libro per indicare gli zombie. I no-vax, quindi, risultano immuni… almeno finché non vengono morsi.

La trama ruota attorno alla richiesta di aiuto di fratel Gerardo, parroco della cittadina, e di Ivo, un ragazzo disabile rimasto completamente solo dopo la trasformazione dei genitori in zombie. I due sono barricati mentre vengono assediati dai ritornanti, e Al dovrà intervenire per salvarli.

Fin dalle prime pagine, Country Zombie Apocalypse mette in chiaro che stiamo leggendo un mix di horror comedy, splatter e ironia grottesca che punta più all’intrattenimento e al divertimento che alla tensione pura.

🪓 PERSONAGGI SOPRA LE RIGHE E UN TONO TRA HORROR E COMMEDIA

Uno degli elementi più riusciti di Country Zombie Apocalypse è sicuramente il tono generale della narrazione. Filippo Santaniello ha scritto un horror comedy volutamente grottesco, ironico e a tratti splatter, senza mai complicarne inutilmente la struttura: il racconto procede in modo lineare, senza flashback o salti temporali, mantenendo sempre un ritmo semplice e molto scorrevole.

Anche i personaggi seguono questa impostazione sopra le righe. Sono tutti volutamente esagerati, fortemente caratterizzati e perfettamente coerenti con il contesto assurdo e pulp in cui si muovono. Tra tutti, però, spiccano soprattutto Ivo e nonno Igino.

Ivo, il ragazzo disabile rimasto solo dopo la trasformazione dei genitori in zombie, è forse il personaggio che mostra la maggiore evoluzione nel corso della storia, pur senza che il romanzo abbia particolari pretese di approfondimento psicologico.

Nonno Igino, invece, è senza dubbio il personaggio più iconico del libro. Ottantenne, pieno di acciacchi, spesso reduce da una sbornia e sempre incredibilmente scazzato, affronta orde di ritornanti con la stessa energia con cui qualcuno andrebbe a fare la spesa. Una sorta di eroe riluttante in versione rurale, l’elemento che rende ancora più folle e divertente l’atmosfera del racconto. Personalmente è stato il mio personaggio preferito in assoluto, anche perché mi ha ricordato fin troppo qualcuno che conosco (e che, purtroppo, non c’è più!).

Nel romanzo non esistono veri villain, non ci sono complotti elaborati o antagonisti memorabili, soltanto persone comuni che cercano di sopravvivere ai “ritornanti”, ma questa sua semplicità fa funzionare benissimo tutta l’opera.

🌾 ATMOSFERA RURALE E ITALIANITÀ IN COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE

Uno degli aspetti che, da subito, mi hanno incuriosito di più di Country Zombie Apocalypse è proprio l’ambientazione rurale italiana. Durante la lettura ho riconosciuto diversi elementi legati alla campagna e alla vita di provincia, che fossero modi di dire, attrezzi agricoli, cascine, fienili e piccoli dettagli quotidiani. Tuttavia, devo ammettere che mi aspettavo una componente rurale un po’ più marcata e immersiva.

L’autore rimane infatti piuttosto vago nella descrizione degli ambienti: la campagna c’è, si percepisce, ma raramente diventa davvero protagonista. Elementi come forconi, casolari e stalle generano l’estetica generale del romanzo, ma non mi hanno dato completamente quella sensazione di immersione totale che mi aspettavo da un horror zombie ambientato nelle campagne umbre.

Dove invece Filippo Santaniello colpisce davvero nel segno è nell’atmosfera folkloristica e nell’italianità del racconto. Ogni dialogo, gesto o battuta trasmette un’identità molto precisa, lontanissima dagli scenari zombie americani a cui il genere ci ha abituati.

Anche senza un uso marcato di regionalismi o tradizioni locali specifiche, si percepisce continuamente quel sarcasmo “di paese” che chi ha vissuto in una realtà rurale o provinciale riconoscerà immediatamente. Questo tono ironico e familiare è ciò che fa di Country Zombie Apocalypse un’opera così particolare.

È importante però chiarire una cosa: questo non è un horror puro, quindi non ci sono scene realmente terrorizzanti né una tensione costante da survival horror. L’atmosfera rimane quasi sempre rilassata, nonostante gli zombie e lo splatter, e il romanzo punta molto più sul divertimento, sul grottesco e sulla comicità nera che sulla paura vera e propria.

✍️ LO STILE DI SCRITTURA: HORROR COMEDY E FILM ZOMBIE TRASH

Lo stile di scrittura di Filippo Santaniello in Country Zombie Apocalypse è estremamente semplice, diretto e immediato, perfettamente coerente con il tono dell’opera. Il linguaggio è ironico, ricco di metafore ed elementi evocativi che riportano subito alla mente i film zombie trash e pulp.

Anche i dialoghi funzionano molto bene all’interno del loro contesto: sono rilassati, spontanei e credibili. I personaggi parlano e reagiscono esattamente come ci si aspetterebbe da persone comuni catapultate in una situazione paradossale, ma in un’atmosfera naturale e divertente.

Un altro punto di forza del romanzo è sicuramente il ritmo. Country Zombie Apocalypse è una lettura molto scorrevole, veloce e capace di intrattenere continuamente, con momenti in cui la narrazione diventa persino serrata. È il libro perfetto per chi cerca un horror comedy leggero, rapido da leggere e senza inutili complicazioni narrative.

🧟 I “RITORNANTI” DI COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE: PIÙ COMEDY CHE HORROR

Gli zombie di Country Zombie Apocalypse, chiamati “ritornanti” nel romanzo, sono molto vicini all’immaginario classico del genere: non troppo lenti, non particolarmente veloci, privi di mutazioni elaborate o caratteristiche fantascientifiche esasperate (P.S. da vaccinata mi hanno fatto comunque impressione e mi sono sentita decisamente coinvolta nella questione xD).

Nonostante la presenza costante dei morti viventi, però, il libro di Filippo Santaniello non punta mai davvero sul suscitare paura nel lettore. Funziona tantissimo come horror comedy splatter, grazie alle scene grandguignolesche e sanguinolente paradossali che ci vogliono far divertire piuttosto che impaurire.

Anche l’elemento apocalittico rimane volutamente sullo sfondo. Sappiamo che tutto nasce in seguito alla pandemia e agli effetti collaterali del vaccino, che trasforma le persone in zombie dopo la morte, ma il romanzo non approfondisce troppo le dinamiche globali della catastrofe.

La parte più curiosa è, comunque, la normalizzazione della situazione: i no-vax, immuni agli effetti del vaccino, continuano più o meno la loro vita quotidiana e convivono con la presenza dei ritornanti come se fossero diventati un fastidio ordinario. Quando compare uno zombie, nella maggior parte dei casi basta semplicemente chiamare Al Crepuscolo per “risolvere il problema”.

In Country Zombie Apocalypse c’è una gestione, potrei dire, burocratica della questione, stravagante, ironica e diversa.

🧠 INTRATTENIMENTO E CRITICA SOCIALE

Pur essendo un romanzo che punta chiaramente all’intrattenimento, riuscendoci anche molto bene, Country Zombie Apocalypse inserisce anche qualche elemento di critica sociale. Non posso approfondire troppo senza entrare nel territorio degli spoiler, ma alcuni temi vengono messi sotto il riflettore in modo piuttosto evidente.

Tra gli aspetti più interessanti c’è sicuramente il personaggio di Ivo e tutto ciò che rappresenta. Attraverso di lui, Filippo Santaniello affronta anche il tema dell’alienazione e della solitudine: rimasto solo dopo la trasformazione dei genitori in zombie, Ivo diventa uno dei pochi personaggi che porta nella storia una componente più fragile e umana.

Nonostante questo, però, il romanzo non assume mai toni pesanti o depressivi. Country Zombie Apocalypse mantiene sempre una visione combattiva e sorprendentemente positiva dell’apocalisse zombie. Il tono non vira mai sul triste o pessimista, e anche nei momenti più bizzarri o sanguinosi resta sempre quella sensazione di leggerezza che caratterizza tutta l’opera.

🔥 UN HORROR COMEDY SENZA PRETESE CHE CENTRA IL SUO OBIETTIVO

Country Zombie Apocalypse trasmette delle sensazioni incredibili durante la lettura. L’atmosfera, il ritmo, i personaggi e il tono generale del racconto sono sorprendentemente goderecci e rappresentano, secondo me, i punti fondamentali dell’opera.

Filippo Santaniello punta a intrattenerci, divertirci e offrirci un’esperienza sopra le righe, e ci riesce benissimo.

Personalmente non ho trovato grossi difetti durante la lettura. Certo, alcuni aspetti dell’ambientazione o della componente apocalittica avrebbero potuto essere approfonditi maggiormente, ma credo che faccia parte della natura stessa dell’opera. Country Zombie Apocalypse funziona proprio perché rimane fedele alla propria identità scanzonata, veloce e volutamente esagerata.

Probabilmente, modificando anche solo uno degli elementi che compongono il racconto, si sarebbe rischiato di snaturare completamente quell’atmosfera trash, bislacca e irresistibilmente divertente che lo rende così particolare.

🇮🇹 PERCHÉ COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE È DIVERSO DAGLI ALTRI ZOMBIE BOOK

Come ho detto in precedenza, Country Zombie Apocalypse si discosta chiaramente dalle classiche opere zombie mainstream e la differenza principale è nel setting e nel forte radicamento culturale italiano che Filippo Santaniello riesce a dare al racconto.

La maggior parte dei libri e dei film sugli zombie, da The Walking Dead a 28 Giorni Dopo, si svolge in grandi città americane o in scenari urbani devastati. Qui invece ci troviamo nel cuore della provincia italiana, in mezzo a cascine, fienili, strade di campagna e piccoli negozi di paese.

La sopravvivenza passa in una dimensione molto più quotidiana e familiare rispetto alle basi militari, ai laboratori segreti o agli inseguimenti spettacolari tra i grattacieli. Il contrasto tra l’epica dell’apocalisse zombie e la normalità campagnola è veramente molto originale.

L’atmosfera che Santaniello ha scritto richiama molte dinamiche tipiche dei piccoli centri italiani: il ruolo centrale del parroco, la solidarietà tra compaesani, il sarcasmo e il senso di comunità che rimane negli animi degli abitanti anche durante la fine del mondo.

Più che a un classico survival horror come Resident Evil, Country Zombie Apocalypse assomiglia quasi a una versione zombie di Benvenuti al Sud, ovviamente in senso positivo!

Anche gli zombie stessi hanno un’identità diversa rispetto ai classici non-morti cinematografici: sono certo meno spettacolari e più vicini a noi, una minaccia che potremmo sentire più concreta nonostante il tono scherzoso.

Anche l’approccio narrativo è profondamente diverso dai grandi franchise zombie internazionali. Se di solito troviamo eroi pronti all’azione o sopravvissuti addestrati, qui ci sono persone comuni trascinate dentro un’apocalisse paesana.

Infine, mentre molte opere zombie mainstream puntano su forti critiche al capitalismo, alla scienza o al militarismo, Country Zombie Apocalypse sceglie una strada molto più leggera. C’è qualche accenno di critica alle istituzioni locali, ma niente di particolarmente approfondito.

E sinceramente? Funziona benissimo così.

⭐ CONCLUSIONI: UNA LETTURA VELOCE, FOLLE E INTRATTENENTE

Country Zombie Apocalypse è un racconto originale, veloce da leggere e soprattutto super intrattenente. È una lettura perfetta per chi ama le horror comedy, il dark humor e per chi è stanco dei soliti cliché del genere zombie.

Il libro di Filippo Santaniello gioca continuamente con elementi trash, pulp e grotteschi, senza prendersi mai troppo sul serio. È una storia che strizza l’occhio a chi cerca qualcosa di irriverente, splatter e fuori dagli schemi.

Lo consiglio in particolare a chi apprezza le zombie apocalypse in stile The Walking Dead, ma vuole qualcosa di molto meno serio e molto più scanzonato, dove la tensione lascia spesso spazio all’ironia e all’assurdo.

Personalmente l’ho trovata una delle letture più leggere e piacevoli dell’anno scorso: l’ho finito in un pomeriggio, mi ha tenuta compagnia e mi ha anche strappato più di qualche risata.

Su YouTube trovi anche le recensioni degli altri episodi, ma arriveranno presto anche qui! Sono davvero curiosa di continuare la saga, al momento sono arrivata al capitolo 5, me ne mancano solo 2!

Leggi anche: Cinque piccole affamate e l’orrore del desiderio

country zombie apocalypse

Titolo: Country Zombie Apocalypse

Autore: Filippo Santaniello

Editore: Delos Digital

Lingua: Italiano

Pubblicato il: 18/1/2022

Formato: digitale

75 pagine

1,99€

COUNTRY ZOMBIE APOCALYPSE – GUARDA IL VIDEO


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