L’infanzia tra i rumori delle macchine da cucire

La piccinina di Silvia Montemurro è un romanzo storico che riporta alla luce una pagina poco conosciuta della storia italiana: quella delle piccinine, bambine costrette a lavorare nelle sartorie milanesi tra la fine dell’Ottocento e i primi del Novecento. Attraverso la storia di Nora, l’autrice racconta lo sfruttamento minorile, la condizione femminile e il coraggio di chi, pur essendo ancora una bambina, trovò la forza di lottare per la propria dignità. In questa recensione ti racconto la mia opinione su La piccinina, i temi che affronta, lo stile di scrittura di Silvia Montemurro e perché credo sia una lettura che merita di essere scoperta.

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LA PICCININA DI SILVIA MONTEMURRO: UN ROMANZO PREMIATO SULLA RESILIENZA

La piccinina di Silvia Montemurro io l’ho ascoltato, letto da Chiara Francese per Il Narratore (2024) ed è un romanzo piuttosto breve, infatti ha una durata di 5 ore e 51 minuti. Si è aggiudicato il Premio Wondy 2025 – Giuria dei Lettori, un riconoscimento dedicato alle opere capaci di raccontare con particolare intensità il tema della resilienza e della forza d’animo di fronte alle difficoltà.

CHI È SILVIA MONTEMURRO

Silvia Montemurro è un’insegnante e una scrittrice pubblicata sia in Italia che all’estero. Accanto alla sua attività di autrice, ha fondato un’accademia di scrittura e lavora come writer coach, affiancando gli aspiranti scrittori e gli autori durante il processo di ideazione e stesura delle loro opere.

LA TRAMA DE LA PICCININA: NORA E LO STORICO SCIOPERO DELLE PICCININE

Ne La piccinina, Silvia Montemurro ci porta nella Milano dei primi del Novecento, un’epoca in cui povertà, sfruttamento minorile e silenzio erano considerati la normalità. La protagonista è Nora, ma, in realtà, la sua storia diventa quella di tutte le piccinine: bambine, spesso tra i sei e i diciassette anni, costrette a lavorare nelle sartorie in condizioni disumane, sotto il controllo delle maestre. Giornate massacranti, nessuna tutela e punizioni per chi non faceva abbastanza erano parte della quotidianità.

Nora è una bambina intelligente e affettuosa, ma profondamente insicura. Balbetta e, invece di ricevere sostegno, cresce con un senso di inadeguatezza alimentato anche dai familiari. Per necessità economiche, la madre la manda a lavorare in sartoria, dove si trova a fare i conti con una maestra severa e con un ambiente rigido, fatto di soprusi e umiliazioni.

Il cuore del romanzo è il celebre sciopero delle piccinine, il primo sciopero femminile di lavoratrici minorenni della storia italiana. Queste bambine ebbero il coraggio di ribellarsi per chiedere condizioni di lavoro più umane e diritti fondamentali. Nora diventa una delle organizzatrici della protesta, ma il romanzo va ben oltre questo evento storico: accompagniamo la protagonista dall’infanzia fino all’età adulta, seguendone le pene d’amore, le amicizie, le insicurezze, la mancanza di affetto e gli abusi subiti sia tra le mura domestiche sia nel mondo del lavoro.

Quello raccontato da Silvia Montemurro è un autentico romanzo di formazione, il percorso di una ragazza che impara a sopravvivere, a crescere e a cercare piccoli spiragli di luce anche nei momenti più difficili. Una luce che, nel corso della storia, prende spesso il volto di Emilio Longoni, pittore divisionista realmente esistito, con il quale Nora instaura un rapporto quasi filiale. Non è un caso che l’autrice abbia tratto ispirazione proprio da un suo celebre dipinto, raffigurato anche in copertina, per dare vita al personaggio di Nora.

I TEMI DE LA PICCININA: SFRUTTAMENTO MINORILE, DIGNITÀ E CONDIZIONE FEMMINILE

Per raccontare La piccinina, Silvia Montemurro si è ispirata a fatti realmente accaduti. L’autrice ha svolto un accurato lavoro di documentazione, ricostruendo con grande attenzione lo storico sciopero delle piccinine. Se la vicenda di Nora è frutto della fantasia, il contesto in cui si muove è drammaticamente vicino alla realtà.

Il tema dello sfruttamento minorile attraversa l’intero romanzo, insieme a quello della disuguaglianza sociale, della condizione femminile nei primi del Novecento e della lotta per la propria dignità. È una storia intensa perché dà davvero la sensazione di trovarsi accanto alle scioperanti: si percepiscono tutta la loro paura e il coraggio di continuare a lottare nonostante gli abusi fisici e psicologici subiti.

La cosa che più mi ha colpita è pensare che quelle scioperanti fossero bambine. Fa venire i brividi rendersi conto che tutto ciò che subivano avveniva nel silenzio generale. Era un silenzio colpevole, ma soprattutto consapevole: tutti sapevano dei soprusi, delle punizioni, delle umiliazioni e persino delle violenze che molte di loro erano costrette a sopportare, spesso anche da parte dei mariti delle maestre. Nella maggior parte dei casi lo sapevano persino le famiglie, ma nessuno interveniva, perché quella era considerata la normalità.

È questo l’aspetto che colpisce più di ogni altro: la normalizzazione dell’ingiustizia. Nel romanzo non ci sono eroi senza macchia né cattivi da fiaba; c’è una società che aveva imparato a considerare le bambine soltanto come forza lavoro, privandole dell’infanzia e della possibilità di scegliere il proprio futuro.

LO STILE DI SCRITTURA DI SILVIA MONTEMURRO

La penna di Silvia Montemurro è semplice, ma profondamente toccante, con una scrittura capace di creare un forte coinvolgimento emotivo. Pur affrontando temi durissimi, l’autrice non cade mai nel sensazionalismo: sceglie invece di raccontare la storia restando sempre sul piano umano, permettendoci di vivere ogni emozione accanto alla protagonista.

La voce narrante è quella di Nora e il romanzo assume quasi la forma di un diario. Entriamo nella sua mente, osserviamo il mondo attraverso i suoi occhi e impariamo ad amare quella città che, nonostante tutto il dolore che le infligge, continua a considerare casa. Sentiamo la stanchezza del suo corpo dopo interminabili giornate di lavoro, ma anche le paure, i sogni e le speranze che custodisce nel cuore. È proprio questa vicinanza a rendere la lettura così intensa e coinvolgente.

LA MIA OPINIONE SU LA PICCININA

Ascoltare La piccinina in audiolibro è stato come entrare in una Milano dimenticata, sporca e angosciantemente silenziosa. Durante l’ascolto ho provato rabbia, tenerezza e un profondo senso di impotenza di fronte alle ingiustizie che attraversano l’intera storia.

L’aspetto che mi ha colpita più di ogni altro è l’umanità che emerge nonostante tutto. Nora non è una protagonista idealizzata: è una ragazza vera, con pregi, difetti, fragilità e contraddizioni. Non sempre risulta simpatica e non cerca mai di esserlo, ma è proprio questa autenticità a renderla credibile. La sua forza è la capacità di resistere, rialzarsi e continuare ad andare avanti. A mio avviso, questo è quello che ci arriva con maggiore intensità.

A CHI CONSIGLIO LA PICCININA

Se amate i romanzi storici che danno voce agli ultimi e ai dimenticati e desiderate scoprire una pagina della storia italiana che raramente trova spazio nei programmi scolastici, La piccinina è una lettura che merita attenzione.

Mi sento di consigliarlo anche a un pubblico più giovane, indicativamente dai 14 anni in su, soprattutto se accompagnato da una riflessione guidata. I temi affrontati sono duri e talvolta dolorosi, ma possono diventare un prezioso punto di partenza per parlare di sfruttamento minorile, diritti, condizione femminile e del valore che hanno avuto le lotte di chi, anche da bambino, ha trovato il coraggio di chiedere dignità e giustizia.

CONSIDERAZIONI FINALI SU LA PICCININA

La piccinina è un romanzo breve, tuttavia riesce a lasciare un segno profondo. È una storia che fa male, ma sento necessaria la sua scoperta, perché restituisce voce a tante bambine che la storia ha troppo spesso dimenticato.

Se avete letto o ascoltato questo romanzo, fatemi sapere cosa ne pensate. E vi lascio una domanda su cui riflettere: se foste nate in quel periodo e vi foste ritrovate, a soli sei anni, a vivere la stessa realtà delle piccinine, come avreste reagito? Strappate all’infanzia, costrette a lavorare quando avreste dovuto giocare, studiare e crescere, pensate che avreste trovato il coraggio di ribellarvi o avreste cercato semplicemente di sopravvivere?

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la piccinina di silvia montemurro

Titolo: La piccinina

Autore: Silvia Montemurro

Editore: E/O, nella collana Dal mondo

Lingua: Italiano

Pubblicato il: 4/10/2023

192 p., Brossura

19€


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