Recensione de Lo Hobbit: L’edizione 2024 Illustrata da Tolkien

Se siete amantə della letteratura fantastica e delle opere di J.R.R. Tolkien, non potete perdervi l’ultima edizione illustrata de Lo Hobbit. Questa versione non solo ripropone la storia avvincente di Bilbo Baggins e del suo straordinario viaggio, ma lo fa anche attraverso splendide illustrazioni che arricchiscono l’esperienza di lettura. In questo post, esploreremo insieme i dettagli di questa edizione, le meravigliose immagini che accompagnano il testo e cosa rende questa pubblicazione un must-have per ogni fan di Tolkien. Preparate il vostro tè e mettitevi comodə, perché ci immergeremo nel magico mondo della Terra di Mezzo!

La canzone per questo romanzo?

Lo Hobbit, di John Ronald Reuel Tolkien: parliamo in particolare di quest’edizione nuova, uscita l’anno scorso, illustrata dall’autore e tradotta da Wu Ming 4. Avevo già letto Lo Hobbit, quindi questa per me è stata una rilettura: ero proprio fresca fresca perché lo avevo letto a Luglio, però ero proprio curiosa di leggere questa traduzione, considerando che la mia edizione precedente è quella con la traduzione ufficiale di Alliata. Quest’edizione è di casa Bompiani, nella collana Illustrati. E’ rilegato, ha 416 pagine, ma in realtà il romanzo ne conta 300: le altre sono distribuite tra note e prefazioni. Il prezzo di copertina è di 30€.

In realtà Tolkien ha scritto Lo Hobbit per i suoi figli, e doveva rimanere unica e sola fiaba, ma il pubblico voleva sapere di più su questi hobbit: così nacquero Il Signore degli Anelli e (da cosa nasce cosa xD) l’Universo Tolkeniano.

Tolkien è stato un abilissimo creatore di mondi, di storie e di intrecci, ma su una cosa in particolare mi vorrei soffermare, ovvero sull’amore che Tolkien ha riversato nella sua creatura: si vede che ci teneva proprio al suo Universo, a cominciare da Lo Hobbit, e questo ce lo dimostra sia la cura con cui descrive questo fantastico mondo, sia con le illustrazioni che ha disegnato lui stesso. In questo volume ce ne sono 50: alcune sono solo schizzi, altre invece sono illustrazioni vere e proprie, anche molto belle, così come le mappe contenute al suo interno.

TRAMA

Tolkien è uno dei padri fondatori del fantasy, per cui anche se la trama potrebbe sembrarci banale e magari uguale a tante altre, dobbiamo pensare che questa storia è una delle prime di questo tipo.

In una buca nel terreno viveva uno hobbit. Non era una buca brutta, sporca e umida, piena di vermi e puzzo di muffa, e nemmeno una buca arida, spoglia e sabbiosa senza niente dentro per sedersi né mangiare: era una buca hobbit, vale a dire comoda.

Bilbo Baggings è uno hobbit, una creatura simile a un uomo, alto la metà e con grossi piedi pelosi, e vive con i suoi simili nella Contea, nella Terra di Mezzo. Gli hobbit sono un popolo che vive una vita semplice, in campagna, negli agi di una casa scavata nella collina, e adorano bere, mangiare, cantare e divertirsi e soprattutto non amano le sorprese e le cose inaspettate.

Suo malgrado Bilbo Baggings si troverà a diventare il 14esimo membro di una compagnia di nani e uno stregone, per andare a recuperare un tesoro custodito da Smaug, un drago. Questo tesoro è all’interno di Erebor, la Montagna Solitaria, patria dei nani che stanno avviandosi a riconquistare il proprio posto e le proprie fortune. Quindi succedono una serie di avventure, Bilbo si ritroverà a dover fronteggiare cose che non ha mai fronteggiato e vedere cose che non ha mai visto e ovviamente ne sarà completamente cambiato.

“Hai delle buone maniere per essere un ladro e un bugiardo,” disse il drago. “E sembra che tu conosca bene il mio nome, ma io non ricordo di averti mai fiutato prima. Chi sei e da dove vieni, se posso chiedertelo?”
“Certo che puoi! Vengo da sotto il colle, e sotto i colli e sopra i colli mi ha condotto il mio cammino. E attraverso l’aria. Io sono colui che cammina non visto.”

RECENSIONE

Cosa si può dire sulla storia? Secondo me ha della magia, perché è adatta ai bambini, ai ragazzi, agli adulti e agli anziani. Non c’è un’età giusta per leggere Lo Hobbit, si può già iniziare a leggerlo ai bimbi quando vanno a letto, ma questo non vuol dire che sia meno attraente per le persone adulte.

Ci sono alcune parti che mi sono entrate nel cuore, come quella di Mirkwood, sarebbe il Bosco Atro, che con la traduzione di Fatica è diventato Boscuro; oppure l’incontro con Gollum: Indovinelli nell’oscurità (che ora è stato tradotto con Indovinelli al buio) penso sia il mio capitolo preferito. Per chi non lo sapesse (non penso di fare troppo spoiler), c’è un capitolo in cui Bilbo si ritrova a fare una gara di indovinelli insieme a Gollum (e non penso servano presentazioni per lui) e alcuni indovinelli fanno davvero venire i brividi nella vecchia traduzione, in questa… Così, così.

Il peggio era di notte. Allora diventava buio pesto – non quello che voi chiamate buio pesto, ma buio per davvero: così nero che non si vedeva proprio niente. Bilbo provava a muovere la mano davanti al naso, ma non riusciva a vederla affatto. Be’, forse non è corretto dire che non riuscivano a vedere proprio niente: vedevano degli occhi. Dormivano tutti stretti assieme, facendo la guardia a turno; e quando toccava a lui, Bilbo vedeva dei bagliori nell’oscurità intorno a loro, e a volte coppie di occhi gialli o rossi o verdi lo fissavano da poco lontano, e poi piano piano si affievolivano e sparivano per poi tornare lentamente a luccicare in un altro punto. A volte scintillavano sui rami proprio sopra di lui; e questa era la cosa più spaventosa.

Per quanto riguarda la traduzione, non so se l’ho apprezzatata del tutto… è vero che forse andava un po’ svecchiata, specialmente per alcuni vocaboli, però alcune trovate di Wu Ming 4 sono un po’ farraginose, non scorrevoli, e questo mi è dispiaciuto perché Tolkien scorre piacevolissimamente e molto facilmente, specialmente ne Lo Hobbit (ne Il Signore degli Anelli è già diverso).

In altri punti però la lettura è migliorata, per esempio nelle canzoni: nella vecchia traduzione erano davvero invecchiate male, qui invece le ha molto ringiovanite e ha fatto sì che acquistassero anche più senso. Per quanto riguarda i nomi, purtroppo, non ci si può far niente: bisogna attenersi a quelli di Fatica anche se, personalmente, non li apprezzo.

Spezzo una lancia anche a favore della costruzione di questo libro, che è proprio bello anche da tenere in mano mentre si legge: c’è una bella sensazione tattile, sia a toccare la sovraccoperta, che ha un che di vellutato, sia la copertina rigida, che invece è ruvida. Bella la carta, spessa, le pagine sono robuste, così come la rilegatura. I colori delle illustrazioni sono molto accesi e vividi.

All’interno ci sono due mappe, sempre disegnate da Tolkien, una delle Wilderland e una della Montagna solitaria, con le rune sul retro che vanno lette mettendo il foglio in controluce, proprio come voleva Tolkien quando fu pubblicato il suo romanzo per la prima volta, nel 1937.

LO CONSIGLIO A…

Nel complesso, penso che i soldi spesi li valga, per come è fatto secondo me è un bell’investimento, ci credo in questo libro. E’ il primo ad avere tutte le tavole complete di Tolkien, più un bell’approfondimento all’inizio.

In generale, a parte adesso questa edizione, proprio come romanzo lo consiglio sicuramente agli appassionati del genere fantasy e ai lettori di tutte le età; se hai visto il film e/o sei appassionatə de Il Signore degli Anelli, leggilo perché merita, e devo dire che il libro è di gran lunga migliore dei film. Il primo film è quello che mi è piaciuto di più e il più fedele alla scrittura originale, poi hanno proprio divagato. I film mi sono piaciuti per Ian McKellen e Martin Freeman e per la voce che Ward ha dato a Smaug.

Lo Hobbit. Illustrato dall'autore di J. R. R. Tolkien

Titolo: Lo hobbit. Illustrato dall’autore

Autore: John R. R. Tolkien

Editore: Bompiani

Collana: Illustrati

Pubblicato il 23/10/2024

Traduttore: Wu Ming 4

Rilegato

416 pagine

30€

LO HOBBIT. ILLUSTRATO DALL’AUTORE – GUARDA IL VIDEO


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