The Hound of the Baskervilles di Sir Arthur Conan Doyle, pubblicato nel 1902, è uno dei romanzi più iconici della saga di Sherlock Holmes. Celebre non solo per l’enigma centrale ma soprattutto per l’atmosfera gotica e inquietante, questo giallo mescola suspense, mistero e ragionamento deduttivo, trasportando il lettore nella brughiera inglese del Devon.
Il romanzo si distingue dagli altri racconti e romanzi di Holmes per la sua capacità di unire indagine razionale e tensione psicologica, con Watson che diventa protagonista sul campo e Holmes che, pur assente per gran parte della narrazione, guida le indagini con la sua mente brillante. In questa recensione analizzeremo trama, ambientazione, personaggi, originalità e differenze rispetto agli altri romanzi di Conan Doyle, per capire perché The Hound of the Baskervilles rimane un classico intramontabile del genere giallo.
UN RITORNO CLAMOROSO: IL FASCINO GOTICO DI THE HOUND OF THE BASKERVILLES
The Hound of the Baskervilles di Sir Arthur Conan Doyle, pubblicato nel 1902, è forse il romanzo più celebre di Sherlock Holmes. Non si distingue solo per l’intricato mistero, ma soprattutto per l’atmosfera unica che fonde elementi gotici, tensione psicologica e il metodo deduttivo inconfondibile dell’investigatore più famoso di sempre.
Pur essendo stato scritto dopo, è ambientato cronologicamente prima degli eventi di The Final Problem: in pratica un vero e proprio prequel, che segna il clamoroso ritorno di Holmes dopo la sua “morte”. Questa scelta editoriale, dettata anche dalla pressione del pubblico, ha permesso a Conan Doyle di ritrovare grande ispirazione, proprio come accadrà poi in The Return of Sherlock Holmes.
Per gusto personale considero questo romanzo superiore sia a Uno studio in rosso che a Il segno dei quattro. È uno dei titoli più cupi e inquieti della saga, e credo che proprio la sua atmosfera gotica sia il motivo principale per cui mi ha conquistata fin da subito.
LA MALEDIZIONE DEI BASKERVILLE: IL MISTERO DEL MASTINO INFERNALE
L’opera ruota attorno alla leggenda che da secoli perseguita la famiglia Baskerville. Si racconta che, a causa delle malefatte di un antenato – che non godeva della fama di brava persona – un mastino infernale incomba sulla casata, portando alla morte chiunque viva a Baskerville Hall.
È proprio questo il punto di partenza del caso che viene presentato a Sherlock Holmes: il dottor Mortimer arriva a Baker Street per chiedere aiuto dopo la misteriosa morte di Sir Charles Baskerville nella brughiera del Devonshire. Ora il nuovo erede, Sir Henry Baskerville, sembra correre lo stesso pericolo. L’indagine si distingue dalle altre perché Holmes decide di restare a Londra e affida al fidato Watson il compito di accompagnare Sir Henry, osservare la situazione e raccogliere prove direttamente sul campo.
“The world is full of obvious things which nobody by any chance ever observes.”
LA BRUGHIERA DI DARTMOOR: LA VERA PROTAGONISTA DEL ROMANZO
Il 90% del fascino de Il mastino dei Baskerville risiede nell’ambientazione. La brughiera di Dartmoor non è solo uno sfondo, ma una vera e propria protagonista silenziosa: isolata, spettrale e minacciosa, contribuisce a creare quell’atmosfera gotica e inquietante che rende unico questo capolavoro di Arthur Conan Doyle. Durante la lettura sembra quasi di sentire il fango sotto le scarpe e il respiro del mastino nascosto tra le nebbie.
La forza del romanzo sta proprio nel contrasto tra superstizione e ragione. Da un lato, il cane spettrale, Baskerville Hall, la nebbia che avvolge i personaggi: elementi che richiamano un immaginario soprannaturale e spaventoso. Dall’altro, la logica deduttiva di Sherlock Holmes, che smonta passo dopo passo le credenze popolari. Questo conflitto tra scienza e superstizione, tra natura selvaggia e razionalità, rappresenta il cuore della vicenda e mantiene viva la tensione fino all’ultima pagina.
WATSON PROTAGONISTA: CRESCITA E RAPPORTO CON SHERLOCK HOLMES
Nella prima parte de The Hound of the Baskervilles, Sherlock Holmes appare solo marginalmente, attraverso i resoconti che Watson gli invia per aggiornarlo sull’indagine. In questo scenario, Watson diventa protagonista sul campo, narratore attento e affidabile, e mostra una sorprendente autonomia.
Attorno a lui ruota un cast di personaggi enigmatici: Sir Henry Baskerville, il nuovo baronetto; il Dr. Mortimer, preoccupato per il misterioso decesso di Sir Charles; i Barrymore, domestici di Baskerville Hall; e Stapleton, gentiluomo appassionato di entomologia. Tutti rappresentano potenziali custodi di segreti e indizi, e Watson si dimostra intraprendente, diligente e deduttivo, affrontando paure e incertezze con grande senso del dovere. Questa fase segna per lui un vero battesimo investigativo, in cui si afferma come più di una semplice spalla per Holmes.
“It may be that you are not yourself luminous, but you are a conductor of light.”
Holmes a Watson.
La distanza tra i due personaggi nella prima metà del romanzo funge anche da metafora relazionale. Watson cerca di dimostrarsi all’altezza delle aspettative di Holmes, mostrando ammirazione, senso del dovere e desiderio di approvazione attraverso le lettere dettagliate che invia all’amico. Quando Holmes ritorna, il loro rapporto si arricchisce: la fiducia reciproca, la stima autentica e la collaborazione emergono in maniera chiara, sancendo una delle rappresentazioni più intense dell’amicizia nella letteratura. La frase di Holmes che ho citato su, riassume perfettamente questo legame: Watson non è Holmes, ma è il miglior interprete del suo genio, evolvendo da narratore fedele a vero protagonista attivo.
LO STILE DI CONAN DOYLE: TENSIONE, LOGICA E SUSPENSE
Lo stile di Arthur Conan Doyle in The Hound of the Baskervilles è preciso, elegante e calibrato: l’autore dosa le parole per creare un crescendo di tensione quasi palpabile, senza mai appesantire la lettura. La combinazione di logica investigativa e brivido è impeccabile, rendendo questo romanzo il più angosciante e dall’atmosfera più inquietante della saga di Sherlock Holmes.
“Footprints?”
Il dottor Mortimer spiega la situazione.
“Footprints.”
“A man’s or a woman’s?”
Dr. Mortimer looked strangely at us for an istant, and his voice sank almost to a whisper as he answered.
“Mr. Holmes, they were the footprints of a gigantic hound!”
Il libro si distingue anche per la varietà narrativa: alterna indagine, azione e descrizione paesaggistica, con un ritmo che passa da scene lente e suggestive a momenti di suspense serrata. La narrazione in prima persona di Watson, fedele e affidabile, permette al lettore di immedesimarsi nel detective e di scoprire i fatti insieme a lui, aumentando ulteriormente la tensione e l’empatia per il protagonista.
MOMENTI ICONICI E COLPI DI SCENA INDIMENTICABILI
The Hound of the Baskervilles coinvolge profondamente il lettore, grazie a momenti memorabili e colpi di scena ben costruiti. Senza fare spoiler, uno dei momenti più iconici è quando il Dr. Mortimer racconta a Sherlock Holmes della morte di Sir Charles: la citazione che ho inserito su, rimane una frase simbolo del romanzo.
Altre scene da brividi includono il latrato del mastino percepito da Watson, che amplifica la suspense e l’atmosfera gotica e i numerosi colpi di scena disseminati lungo la narrazione che mantengono alta la tensione, dimostrando la maestria di Conan Doyle nel combinare mistero, paura primitiva e logica investigativa.
L’ORIGINALITà DE IL MASTINO DEI BASKERVILLE: GIALLO, GOTICO E SUSPENSE
The Hound of the Baskervilles si distingue per la sua originalità nel panorama dei gialli classici. A differenza di altre storie puramente razionali e urbane, il romanzo unisce l’indagine deduttiva di Sherlock Holmes a un’atmosfera gotica: una brughiera desolata, un’antica maledizione, un mastino infernale e un senso di paura primitiva. Questa fusione tra giallo e gotico lascia il lettore sospeso tra spiegazione razionale e soprannaturale fino all’ultima pagina.
Un secondo elemento di originalità è l’ambientazione: molti gialli classici si svolgono in città o in grandi ville chiuse, mentre The Hound è ambientato nelle brughiere del Devon, un paesaggio aperto, isolato e carico di tensione. La brughiera diventa quasi un personaggio, e il mistero è profondamente legato al luogo stesso.
Terza peculiarità: la centralità di Watson. Gran parte dell’indagine è condotta da lui, che raccoglie indizi, osserva e scrive resoconti dettagliati. L’originalità consiste nel dare spazio al punto di vista di un personaggio coraggioso e metodico, ma meno geniale di Holmes, elevandolo da semplice “spalla” a protagonista attivo.
Again the agonized cry swept through the silent night, louder and much nearer than ever. And a new sound mingled with it, a deep, muttered rumble, musical and yet menacing, rising and falling like the low, constant murmur of the sea.
Infine, il romanzo si distingue per la tensione emotiva e psicologica: Conan Doyle costruisce suspense continua, con apparizioni nel buio, passi nella notte e rivelazioni a spizzichi e mozzichi. Inoltre, Holmes si confronta direttamente con il soprannaturale, smascherando la leggenda della maledizione e dimostrando come la ragione possa affrontare l’ignoto.
In sintesi, The Hound of the Baskervilles fonde magistralmente detective story e romanzo gotico, creando un’atmosfera tesa e una forte suspense psicologica. La dinamica tra Holmes e Watson viene rinnovata, mentre il lettore resta in bilico tra scetticismo e suggestione fino alla fine.
Il romanzo ha influenzato profondamente il genere giallo, introducendo elementi di thriller psicologico e, in alcuni tratti, di noir, grazie al clima di tensione costante e al finale sorprendente. La rivelazione conclusiva soddisfa pienamente le aspettative del lettore, offrendo una spiegazione logica che smonta la leggenda e valorizza l’ingegno investigativo di Holmes.
CONCLUSIONI: PERCHè THE HOUND OF THE BASKERVILLES è UN CLASSICO INTRAMONTABILE
L’ambientazione rimane uno degli elementi più affascinanti del romanzo: la brughiera del Devon diventa quasi un personaggio, capace di suscitare sia disagio sia attrazione, contribuendo in maniera decisiva alla suspense e al mistero. I colpi di scena, alcuni consecutivi, lasciano il lettore senza fiato, mentre la tensione di essere costantemente in pericolo rende la lettura coinvolgente e avvincente.
“Evil indeed is the man who has not one woman to mourn him.”
Inoltre, il ruolo di Watson assume una nuova dimensione: non è più solo la “spalla” di Holmes, ma un vero protagonista, che conduce indagini autonome e ha un’evoluzione personale significativa.
Nel complesso, The Hound of the Baskervilles è un classico che non perde fascino, ideale per gli amanti del mistero, del romanzo gotico e dei personaggi ben caratterizzati. La storia dimostra che il fascino di Sherlock Holmes risiede non solo nella soluzione dell’enigma, ma anche nell’atmosfera, nei personaggi coinvolti e nel modo in cui la verità viene scoperta. Un romanzo che vale la pena rileggere più volte.
DIFFERENZE TRA THE HOUND OF THE BASKERVILLES E LE ALTRE OPERE DI SHERLOCK HOLMES CHE HO LETTO
Se avete letto i romanzi precedenti, come Uno studio in rosso e Il segno dei quattro, noterete subito che The Hound of the Baskervilles è molto più cupo, teso e suggestivo, con un’ambientazione tra le più belle dell’intera saga. Rispetto a Uno studio in rosso, permette al lettore di investigare molto di più e immergersi pienamente nel mistero.
- Uno studio in rosso: primo incontro tra Sherlock e Watson, struttura narrativa doppia con una parte ambientata a Londra e una lunga digressione in Utah. Le atmosfere sono meno cupe e gotiche, la suspense più contenuta, e il mistero si svela quasi subito. Elementi forti: vendetta e giustizia privata.
- Il segno dei quattro: atmosfera esotica e avventurosa, con una componente romantica legata a Mary e Watson. Romanzo più movimentato, con inseguimenti e colpi di scena, ma con un’atmosfera meno cupa rispetto a The Hound. Watson ha un ruolo meno importante, ma qui emerge anche il suo lato sentimentale.
- I racconti brevi: generalmente ambientati a Londra, basati su rompicapo logici risolti da Holmes. Watson spesso ha un ruolo passivo, mentre in The Hound diventa protagonista attivo, investigando sul campo e affrontando un pericolo reale e costante.
In sintesi, The Hound of the Baskervilles combina razionalità e soprannaturale, mantenendo il lettore sospeso tra scetticismo e suggestione, e rappresenta un’evoluzione della dinamica tra Holmes e Watson, con un tono più ambiguo e coinvolgente rispetto alle opere precedenti.
“The devil’s agents may be of flesh and blood, may they not?”
CURIOSITà SU THE HOUND OF THE BASKERVILLES E IL SUO SUCCESSO
The Hound of the Baskervilles non è solo un capolavoro letterario, ma anche una fonte di interessanti curiosità. Il romanzo è stato ispirato da leggende reali del Devon, in particolare quelle sui cani spettrali, raccontate a Conan Doyle dal suo amico Robinson, che l’autore ringraziò nella prima edizione.
Inoltre, è una delle storie di Sherlock Holmes più adattate per cinema e TV, testimoniando il fascino duraturo del personaggio. Il romanzo fu pubblicato a puntate sullo Strand Magazine tra il 1901 e il 1902, nato come feuilleton e subito accolto con entusiasmo dai lettori, tanto che il successo costrinse Conan Doyle a far tornare in vita Sherlock, creando un fenomeno editoriale senza precedenti.

Titolo: The complete Sherlock Holmes collection
Autore: Sir Arthur Conan Doyle
Editore: Canterbury Classics, nella collana Leather-bound Classics
Pubblicato il: 7/1/2025
Formato: rilegato
1098 pagine
33,20€
THE HOUND OF THE BASKERVILLES – GUARDA IL VIDEO
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