L’ultimo saluto di Sherlock Holmes: il commiato del detective leggendario

L’ultimo saluto di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle segna, almeno nelle intenzioni dell’autore, la chiusura definitiva delle avventure del celebre detective londinese. Pubblicata nel 1917, la raccolta riunisce otto racconti in cui Holmes mette in mostra il suo genio investigativo, affrontando misteri complessi e criminali astuti. Oltre all’enigma, emergono atmosfere malinconiche e riflessioni sul tempo che passa, rendendo questa raccolta un vero e proprio addio a un’era del giallo classico. Questa recensione esplora i racconti, i personaggi, lo stile narrativo e le atmosfere della raccolta, chiacchierando anche su curiosità e confronti con altre opere di Conan Doyle, per capire perché questo libro resti fondamentale per chi ama la detective story classica.

Il brano per quest’opera?

L’ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES: LA RACCOLTA FINALE DI CONAN DOYLE

“L’ultimo saluto di Sherlock Holmes” di Arthur Conan Doyle è la raccolta che avrebbe dovuto segnare la conclusione definitiva delle avventure del celebre detective londinese. Pubblicata per la prima volta nel 1917 sullo Strand Magazine, raccoglie otto racconti in cui Sherlock Holmes mette in mostra il suo genio deduttivo, affrontando criminali astuti e misteri apparentemente insolubili. Questa raccolta rappresentava l’ennesimo commiato di un personaggio che ha definito il genere del detective classico, e ha lasciato un’impronta indelebile nella letteratura e nell’immaginario dei lettori di tutto il mondo. Tuttavia, ancora una volta, il pubblico reclamò il ritorno di Holmes, dimostrando quanto il detective fosse già diventato un’icona intramontabile.

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I RACCONTI DE L’ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

Raccoglie i racconti che chiudono idealmente le avventure del detective più famoso di Londra. In questa raccolta, Holmes affronta casi complessi e spesso pericolosi, in cui la sua astuzia e il suo talento deduttivo vengono messi costantemente alla prova.

The landlady stood in the deepest awe of him and never dare to interfere with him, however otrageous his proceedings might seem. She was fond of him, too, for he had a remarkable gentleness and courtesy in his dealings with women. He disklike and distrusted the sex, but he was always a chivalrous opponent.

Tra i racconti si trovano L’avventura di Wisteria Lodge, L’avventura della scatola di cartone e L’avventura del cerchio rosso, quest’ultimo particolarmente intrigante: qui la proprietaria di un affittacamere chiede a Holmes di scoprire l’identità di un inquilino misterioso. Non mancano storie di rilevanza straordinaria come L’avventura dei progetti Bruce-Partington, in cui il detective deve risolvere un delicato affare di Stato, e L’avventura del detective morente, in cui la signora Hudson chiama Watson perché Holmes rischia la vita a causa della febbre di Tapanuli.

Altri racconti memorabili sono La scomparsa di Lady Frances Carfax e L’avventura del piede del diavolo, ambientata nella suggestiva Cornovaglia e incentrata su una misteriosa tragedia familiare. Infine, il racconto che dà il titolo alla raccolta, L’ultimo saluto, segna il congedo definitivo di Holmes: è narrato in terza persona da un punto di vista universale, quindi abbandona la consueta voce di Watson, e trasmette un’intensa riflessione e malinconia, chiudendo con eleganza l’epopea del detective.

SHERLOCK HOLMES E I PERSONAGGI DE L’ULTIMO SALUTO

Sherlock Holmes resta il fulcro indiscusso di ogni racconto. Il detective mostra sia il suo genio investigativo, sempre fulminante, che un lato più umano e riflessivo, consapevole che le sue avventure stanno per giungere al termine. Emergono così nostalgia e un senso di addio al mondo del crimine che Holmes ha affrontato per anni.

Nella nota iniziale, il dottor Watson ci racconta che al momento Holmes è ritirato a vita privata, in pensione vicino a Eastbourne, dove si dedica all’apicoltura. Watson rimane, come sempre, narratore e compagno fedele, uno sguardo empatico sul carattere e sul metodo del detective. La sua voce calda e accessibile bilancia la logica glaciale di Holmes, aggiungendo emozione e profondità ai racconti.

“The Englishman is a patient creature, but at the present his temper is a little inflamed, and it would be as well not to try him too far.

Accanto a Holmes e Watson, troviamo una ricca galleria di personaggi secondari: dalla signora Hudson a Lestrade e agli agenti di Scotland Yard, fino a una serie di figure inedite, vittime e colpevoli, che arricchiscono le storie e aiutano nella creazione della suspense e dell’atmosfera. Questi personaggi, pur secondari, giocano un ruolo fondamentale nella costruzione del mondo di Holmes e nella riuscita dei racconti.

STILE E STRUTTURA NARRATIVA DE L’ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

Nei racconti finali di Sherlock Holmes, Arthur Conan Doyle mantiene lo stile che ha reso celebre la serie: chiaro, preciso e diretto, capace di catturare la mia curiosità fin dalle prime righe, come piace a me. La narrazione è affidata quasi sempre al punto di vista del dottor Watson, che combina dettagli investigativi con le sue reazioni emotive e l’ammirazione per Holmes, un perfetto equilibrio tra logica e umanità.

I racconti sono brevi e concentrati, con un ritmo serrato: ogni indizio, dialogo o dettaglio ha un ruolo nella deduzione finale, il che rende la lettura avvincente e dinamica. Conan Doyle fa largo uso di suspense, colpi di scena e descrizioni atmosferiche: dalla Londra vittoriana nebbiosa e misteriosa, piena di vicoli inquietanti, fino agli scenari suggestivi della Cornovaglia e della Svizzera, dove si svolgono due degli otto casi. Nonostante ogni racconto sia autonomo, l’insieme dà l’impressione di un percorso coerente, un addio graduale a Holmes e al mondo classico del detective.

TEMI E ATMOSFERE IN L’ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

Ne L’ultimo saluto di Sherlock Holmes, i temi classici della serie si intrecciano a un sentimento nuovo e profondo: quello della chiusura. Le indagini diventano il terreno su cui riflettere sul tempo che passa, sugli addii e sulla fine di un’epoca. Holmes rimane il paladino della ragione, ma la sua lotta contro il crimine assume sfumature più malinconiche e consapevoli.

“I believe that you are the devil himself!” he cried.
Holmes smiled at the compliment.

Un tema centrale è il contrasto tra ordine e caos: la mente razionale di Holmes si oppone a un mondo sempre più complesso e pericoloso, dove il male è una presenza concreta. Accanto a questo emerge il valore della lealtà, incarnato dal rapporto con Watson, che è ciò che dà profondità emotiva ai racconti e li rende più che semplici cronache investigative (anche se Holmes le avrebbe preferite così, come spesso diceva all’amico :)).

Le atmosfere sono dense e suggestive: Londra, il setting più frequente, appare come una città nebbiosa e inquieta, un labirinto di strade oscure, case silenziose e ambienti anche sotterranei. Il racconto finale, L’ultimo saluto, introduce un clima ancora più solenne e riflessivo, segnato dal contesto storico del 2 agosto 1914, il giorno prima della dichiarazione di guerra tra Inghilterra e Germania. L’opera intera trasmette così l’aria dell’addio, di un’era che giunge al termine e di un detective che si prepara a uscire di scena.

“There’s an east wind coming all the same, such a wind as never blew on England yet. It will be cold and bitter, Watson, and a good many of us may wither before its blast. But it’s God’s own wind none the less, and a cleaner, better, stronger land will lie in the sunshine when the storm has cleared.”

CONFRONTI E CURIOSITÀ SU L’ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

Rispetto alle raccolte precedenti, L’ultimo saluto di Sherlock Holmes si distingue per un tono più riflessivo e meno avventuroso. Nei primi racconti dominavano l’enigma puro e il piacere del gioco intellettuale, mentre in questa raccolta Conan Doyle sembra interessato a dipingere un Holmes più consapevole del proprio peso e del proprio destino, come già accennato ne La valle della paura. Il detective appare più distante, quasi proiettato dietro le quinte, pronto a un addio silenzioso e significativo.

Un confronto interessante si può fare con Il ritorno di Sherlock Holmes: lì prevaleva la sorpresa e l’entusiasmo del rientro dopo la “morte” alle cascate di Reichenbach, mentre qui domina l’idea del congedo, di un ultimo sguardo al passato prima di chiudere definitivamente una porta, o meglio, un portone. Anche Watson cambia registro, diventando più osservatore che cronista, abbandonando un po’ del suo entusiasmo e aggiungendo una prospettiva più matura ai racconti.

Tra le curiosità più importanti c’è il racconto finale che dà il titolo alla raccolta, ambientato durante la Prima guerra mondiale. Questo episodio è un unicum nel canone holmesiano: Holmes utilizza il suo ingegno in un contesto storico reale e drammatico, con un narratore esterno invece della consueta voce di Watson. Il risultato è un distacco dal giallo “puro” e un collegamento del personaggio a un mondo che cambia, rendendo l’addio di Holmes ancora più sensato.

They stood with their heads close together, talking in low, confidential tones. From below the two glowing ends of their cigars might have been the smouldering eyes of some malignant fiend looking down in the darkness.

IMPATTO E OPINIONE PERSONALE SU L’ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES

La lettura di L’ultimo saluto di Sherlock Holmes mi ha lasciato una sensazione particolare, a metà tra soddisfazione e malinconia. Non è la raccolta più spettacolare o sorprendente del canone, ma è sicuramente tra le più efficaci: Holmes non deve dimostrare nulla, perché il suo genio è ormai consolidato. Ogni racconto ha il sapore di un commiato silenzioso di un detective che si allontana senza scalpore, e che lascia dietro di sé un’ombra lunga e indelebile.

La raccolta risulta particolarmente coinvolgente per chi conosce già Sherlock Holmes e ha seguito l’evoluzione del personaggio nel tempo. Non la consiglierei come primo approccio all’autore o al personaggio. Alcuni racconti possono apparire meno incisivi rispetto ai casi più celebri, ma servono alla costruzione di un’atmosfera coerente, meditativa e quasi crepuscolare. L’opera parla di eredità, di ciò che rimane dietro di sè quando l’azione si ferma, e offre un saluto misurato e intenso al detective più famoso di Londra. Nel complesso, è una lettura consigliata agli appassionati della detective story classica e a chi desidera salutare uno Sherlock Holmes più maturo e consapevole.

Io non ho ancora letto Il taccuino di Sherlock Holmes, l’ultima raccolta, quella vera, ma non credo che Conan Doyle sia riuscito a dare la stessa idea di separazione, di fine, che c’è qui; secondo me, questa raccolta, e in particolare il racconto da cui prende il nome, era la degna conclusione per questa saga fenomenale. Chissà, magari mi sbaglierò, vedremo dopo la lettura dell’ultima opera.

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the complete sherlock holmes collection by sir arthur conan doyle l'ultimo saluto di sherlock holmes

Titolo: The complete Sherlock Holmes collection

Autore: Sir Arthur Conan Doyle

Editore: Canterbury Classics, nella collana Leather-bound Classics

Pubblicato il: 7/1/2025

Formato: rilegato

1098 pagine

33,20€

L’ULTIMO SALUTO DI SHERLOCK HOLMES – IL VIDEO


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